Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la proroga per gli investimenti nel Mezzogiorno. Opportunità concreta per le imprese, ma la documentazione richiede competenze tecniche e contabili specifiche.
Il panorama degli incentivi per il Mezzogiorno si arricchisce di un’importante novità. La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato la proroga dei termini per gli investimenti agevolabili nell’ambito della ZES Unica (Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno), con nuova scadenza fissata al 15 dicembre 2026.
Si tratta di un’opportunità significativa per le imprese che operano o intendono insediarsi nelle regioni del Sud Italia, ma attenzione: l’accesso al credito d’imposta richiede il rispetto di una procedura articolata e una documentazione tecnico-contabile che non può essere improvvisata.
Cosa prevede la proroga ZES Unica
La proroga, inserita nel contesto della Legge di Bilancio 2026, estende il regime agevolativo per gli investimenti nella ZES Unica. Le imprese beneficiano di un credito d’imposta sugli investimenti effettuati in beni strumentali destinati a strutture produttive situate nelle aree ammissibili .
Le regioni interessate
Sono ammissibili all’agevolazione le imprese localizzate in:
Investimenti agevolabili
Il credito d’imposta si applica agli investimenti in:
Limiti da conoscere:
Le aliquote del credito d’imposta
L’intensità dell’agevolazione varia in base a tre fattori: regione di localizzazione, dimensione dell’impresa e entità dell’investimento .
Tabella riassuntiva delle aliquote ZES Unica 2026
|
Regione |
Piccola Impresa |
Media Impresa |
Grande Impresa |
|---|---|---|---|
|
Campania, Sicilia |
60% |
50% |
40% |
|
Abruzzo, Marche, Umbria |
35% |
25% |
15% |
Fonte: Crédit Agricole / Dati ufficiali Agenzia delle Entrate
Credito aggiuntivo 2026 (fino al 75%)
Per gli investimenti realizzati nel 2025, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un credito “extra” del 14,6189% , sommabile al credito principale del 60,3811%. Il beneficio complessivo può così raggiungere il 75% delle spese sostenute .
Condizione necessaria: gli stessi investimenti non devono aver beneficiato del credito Transizione 5.0 .
Le scadenze da rispettare
La procedura di accesso al credito d’imposta ZES Unica si articola in due fasi obbligatorie :
Comunicazione preventiva (da inviare entro)
|
Anno di investimento |
Periodo di invio |
|---|---|
|
2026 |
31 marzo – 30 maggio 2026 |
|
2027 |
31 marzo – 30 maggio 2027 |
|
2028 |
31 marzo – 30 maggio 2028 |
Comunicazione integrativa (a pena di decadenza)
|
Anno di investimento |
Periodo di invio |
|---|---|
|
2026 |
3 gennaio – 17 gennaio 2027 |
|
2027 |
3 gennaio – 17 gennaio 2028 |
|
2028 |
3 gennaio – 17 gennaio 2029 |
Attenzione: La comunicazione integrativa deve attestare l’effettiva realizzazione degli investimenti entro il 31 dicembre di ciascun anno. Senza questo passaggio, il credito decade definitivamente .
La documentazione richiesta: il vero scoglio per le imprese
La complessità della misura non sta tanto nell’individuare l’opportunità, quanto nel predisporre correttamente la documentazione. Ecco gli adempimenti critici:
2. Fatture elettroniche e tracciabilità
La comunicazione integrativa deve riportare i riferimenti delle fatture elettroniche relative agli investimenti realizzati. Per gli investimenti non documentabili tramite fattura elettronica, la certificazione va trasmessa via PEC all’indirizzo creditoimpostazes@pec.agenziaentrate.it entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento di ripartizione .
Come si utilizza il credito d’imposta
Il credito riconosciuto è:
Dotazione finanziaria 2026: 2,3 miliardi di euro
Perché serve un supporto specialistico
Come evidenziato, la procedura ZES Unica è tutt’altro che semplice. Gli errori più comuni che fanno perdere il credito alle imprese sono:
Come DGE Group può aiutarti
Con oltre 25 anni di esperienza nei finanziamenti agevolati, DGE Group affianca le imprese in tutte le fasi del percorso ZES Unica:
Non lasciarti sfuggire questa opportunità. La finestra temporale per la comunicazione preventiva 2026 è aperta dal 31 marzo al 30 maggio 2026.
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